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Con Mollicone ci siamo riconciliati ma fragilità dell’Uomo Vitruviano resta una balla


L’onorevole Sgarbi reduce dallo scontro con il parlamentare di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, nel corso della seduta congiunta delle commissioni Cultura di Camera e Senato, nella Sala del Mappamondo di Montecitorio, racconta la vicenda al quotidiano online Spraynews.it e rassicura: «Con Mollicone ci siamo riconciliati». «Quando sento delle castronerie, è più forte di me... Poco prima dell’intervento di Mollicone avevo fatto un pubblico elogio a Franceschini, perché firmando con il suo pari grado francese un memorandum di partenariato Italia-Francia per il prestito delle opere di Leonardo al Louvre nel 2019 e di quelle di Raffaello all’Italia nel 2020, aveva risolto il problema della diplomazia culturale tra il nostro paese e la Francia. E lo aveva risolto con quello che io ritengo un innegabile successo. I Raffaello che abbiamo ottenuto per la mostra che il prossimo anno aprirà alle Scuderie del Quirinale - afferma l'onorevole Sgarbi a Spraynews.it - sono tra i più belli del mondo. Arriveranno il ritratto di Baldassar Castiglione e l’Autoritratto con un amico, due autentici capolavori. Insomma, missione compiuta si potrebbe dire. Per cui quando ha iniziato a parlare Mollicone rimproverando Franceschini e sostenendo che noi gli diamo l’Uomo Vitruviano, che è fragile, mentre i francesi non ci danno in prestito la Gioconda, non ho potuto fare a meno di interromperlo. Sono le balle dei falsi restauratori. L’Uomo Vitruviano è fragile come ogni cosa che debba essere ben tenuta. In realtà con le tecnologie che abbiamo potremmo prestare il disegno tutti giorni. Certo ci vogliono le opportune accortezze. Andiamo sulla Luna, ti pare che non possiamo mandare un’opera a Parigi. Con questa retorica del restauro, una retorica che riguarda per esempio anche il Cenacolo, diciamola tutta, hanno rotto. Franceschini ha fatto una buona cosa. Peraltro ieri ho chiesto al ministro di estendere i comitati nazionali ad altri due grandi artisti, Antonio Canova ed Eleonora Duse. Insomma, io cercavo di ottenere qualche impegno, non certo di innescare una inutile polemica».

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