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Vittorio Sgarbi

Aggiornato il: 28 nov 2018


Vittorio Sgarbi

È il primo dei due figli dei farmacisti Giuseppe Sgarbi (1921–2018) e Rina Cavallini (1926–2015).

Il suo nome di battesimo è Vittorio Umberto Antonio Maria, fratello di Elisabetta Sgarbi. Frequentò il collegio salesiano Manfredini a Este, in provincia di Padova. Dopo essersi diplomato presso il Liceo Classico "Ludovico Ariosto" di Ferrara, si è laureato con 110 e lode in Filosofia presso l'Università degli Studi di Bologna. Si è poi specializzato in Estetica e Storia dell'Arte, diventando ispettore della Soprintendenza ai beni storici e artistici in Veneto. Ha insegnato per tre anni Storia delle tecniche artistiche all'Università di Udine.

Celibe, ha riconosciuto due figli, dichiarando in merito:

«Sono contrario alla paternità. Quella del padre non è una categoria a cui ritengo di dover appartenere. Ciò detto sono anche contrario all'aborto. Ci sono donne che hanno voluto figli da me, non io da loro perché non può esserci l'obbligo di diventare padre»

Nel 1996 passa in giudicato la sentenza che lo condanna per truffa aggravata e continuata e falso ai danni dello Stato. La condanna è a 6 mesi e 10 giorni di reclusione e 700 mila lire di multa. La condanna è relativa al periodo in cui lavorava presso la Soprintendenza di Venezia.

Nel giugno 2011 la Corte di Appello di Ancona gli attribuisce la paternità di un quarto figlio, un'adolescente di tredici anni, avuta da una cantante lirica di origini albanesi. Pur riconoscendo la possibilità di esserne il padre, Sgarbi ha annunciato il ricorso sulla decisione del giudice, dichiarando inoltre di avere almeno una quarantina di figli non riconosciuti.[12]

In una puntata della trasmissione Confronti condotta da Gigi Moncalvo, Sgarbi ha dichiarato di "essere fiero di essere cattolico", cosa che altre volte ha invece negato. Dal 1998 è legato a Sabrina Colle, sebbene abbiano un'unione "aperta".

Nella notte tra il 16 e il 17 dicembre 2015 accusa un malore mentre è in viaggio in auto con il suo autista da Brescia a Roma. Viene immediatamente ricoverato presso il Policlinico di Modena, dove viene sottoposto d'urgenza a un intervento chirurgico di angioplastica, perfettamente riuscito, a causa di un'ischemia cardiaca. Dopo quattro giorni di ricovero e ulteriori accertamenti viene dimesso la mattina del 21 dicembre.


Parallelamente alla sua attività politica, continua a occuparsi di arte, commentando in videocassetta alcune delle opere dei più importanti pittori e scrivendo numerosi saggi e libri specializzati. I titoli più rilevanti da lui pubblicati sono Carpaccio (1979), I capolavori della pittura antica (1984), La stanza dipinta (1989), Davanti all'immagine (1990, vincitore del Premio Bancarella), Onorevoli fantasmi (1994), Lezioni private (1995), Lezioni private 2 (1996), Davanti all'immagine (2005), Ragione e passione. Contro l'indifferenza (2006), Clausura a Milano, Da Suor Letizia a Salemi (2008, scritto con Marta Bravi).


Nel 2008 una sua introduzione a un volume sul Botticelli venne riconosciuta come un plagio, in quanto copiata testualmente da frasi che la storica dell'arte Mina Bacci aveva scritto sul pittore quattrocentesco in un fascicolo dei "Maestri del colore".

Nel 2010 viene nominato soprintendente della Soprintendenza speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare. La nomina venne successivamente annullata per ben 3 volte dalla Corte dei Conti. Sgarbi rimane, comunque, funzionario sino alle sue dimissioni presentate il 15 settembre 2014.

Nel 2011, venne incaricato dal Ministero per i beni e le attività culturali, quale curatore del Padiglione Italia e dei padiglioni regionali per la 54ª Esposizione internazionale d'arte di Venezia organizzata dalla Biennale di Venezia, tra il 4 giugno e il 27 novembre 2011, per la prima volta dislocata sulla terraferma e dipinge un quadro completandolo insieme con il pittore Salvatore Garau. Viene anche nominato presidente della "Fondazione Gino De Dominicis". Anche in questo caso ci troviamo di fronte a polemiche e dispute legali. L'Associazione Gino De Dominicis, l'Archivio Gino De Dominicis e la Fondazione Gino De Dominicis si contendono l'autorità culturale e legale nell'ordinamento del lavoro dell'artista morto nel 1998.

Nel 2012 ha collaborato alla 1ª Biennale Internazionale d'Arte di Palermo con l'editore Sandro Serradifalco. L'evento ha portato alla pubblicazione del volume "Porto Franco. Gli artisti sdoganati da Sgarbi", opera che annovera al suo interno la presenza di 101 artisti, precedentemente selezionati nel corso della Biennale. Sempre insieme con l'editore Serradifalco, nel 2014 ha partecipato alla 1ª Biennale della Creatività al PalaExpo di Verona.

Nel 2014 viene indicato da Roberto Maroni come «Ambasciatore per Expo 2015 per le belle arti» ed è inoltre nominato, quale rappresentante della Regione Lombardia, come componente del Consiglio di Amministrazione della "Fondazione di diritto privato Bagatti Valsecchi" di Milano responsabile della gestione del Museo Bagatti Valsecchi.


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