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CSM, Caso Palamara insegna serve riforma urgente


Palamara va considerato innocente fino al terzo grado di giudizio indipendentemente dalla solita operazione che viene fatta dalla procura impegnata o dagli organi di polizia giudiziaria che danno ai giornalisti amici pessime intercettazioni e altro materiale “succulento”. Da questo punto di vista Palamara sta subendo lo stesso trattamento che colpisce ogni imputato eccellente. Invece se fosse stato un politico con quel tipo di imputazioni probabilmente sarebbe in custodia cautelare o agli arresti domiciliari. Per altro verso questa vicenda processuale mette in evidenza che la magistratura è come le altre categorie, ha i suoi punti di eccellenza quelli caratterizzati dalla normalità burocratica e ha anche diverse mele marce. Ciò detto veniamo al secondo aspetto della questione, che riguarda la dialettica permanentemente in atto nel CSM per l’assegnazione delle cariche nella magistratura. Orbene a rendere la vicenda particolarmente imbarazzante per la magistratura italiana (CSM in primis) c’è il fatto che, in seguito alla vicenda penale riguardante la eventuale corruzione di Palamara, è stato usato dalla polizia giudiziaria il trojan, cioè uno strumento tecnico particolarmente invasivo di intercettazioni: se il trojan fosse stato usato in tante altre occasioni di trattative fra tutte le correnti del CSM non sarebbe emerso lo stesso mercato della vacche e magari lo stesso intreccio con le forze politiche, in primis con quella – il PCI-PDS-DS-PD – storicamente “avvinto come l’edera” con alcuni settori della magistratura italiana? Allora l’unica via d’uscita è quella di una duplice riforma, una riforma del CSM introducendo il ricorso al metodo del sorteggio e una prima incisiva riforma della giustizia con la separazione delle carriere e la conseguente divisione dei CSM, uno per la magistratura giudicante, l’altro per la magistratura inquirente. Bisogna che tutti, a partire dalla presidenza della Repubblica, prendano coscienza del fatto che se nel passato molte vicende hanno raso la suolo la credibilità della classe politica, dei partiti, dei parlamentari, adesso quanto sta avvenendo rischia di alterare la credibilità dei magistrati italiani che nel loro stesso interesse possono uscirne discretamente solo se mettono in atto delle riforme incisive e profonde che azzerano alla radice il presupposto di tutto quello che è avvenuto e cioè il permanente mercato della cariche messo in atto dalle correnti del CSM.

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