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M5s, dalla Sardegna il Movimento in continua contraddizione


Quando in una qualunque elezione anche regionale o comunale un partito perde 300.000 voti (il Movimento 5 stelle alle elezioni regionali sarde) non può dare a quel risultato un valore puramente locale specie se esso è stato preceduto da un’altra sconfitta. Quello che emerge in modo assai evidente è che la piattaforma culturale e politica sulla base della quale il M5s ha ottenuto il 32% alle elezioni politiche del 4 marzo era fondata su una contrapposizione a tutto e a tutti nella quale si combinano insieme temi di estrema sinistra e di estrema destra. Ora una posizione strategica di questo tipo è in piena contraddizione con le due scelte fatte dal Movimento 5 stelle dopo le elezioni, il contratto con la Lega e l’ingresso al governo. O il M5s si misura con questi nodi politici e programmatici o non dà alcuna risposta ai problemi messi in evidenza dai risultati. Invece Di Maio sta dando risposte su tutt’altri piani, quello burocratico-funzionale e quello organizzativo. Poi c’è il problema costituito dalla contraddizione fra il crollo della produzione industriale e un governo che è in grado solo di prendere provvedimenti di tipo assistenziale che non rispondono affatto a questo nodo

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