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Violenza Donne, Bonafede con codice rosso soliti slogan ma nessun vero cambiamento


“Bonafede, codice rosso: soliti slogan ma nessun vero cambiamento. Affrontare un tema delicato in modo così superficiale è pura demagogia. L’entusiasmo è ingiustificato perché il contrasto alla violenza sulle donne e nei confronti di soggetti vulnerabili deve essere realizzato in modo condiviso e sistematico, non con interventi casuali e poco incisivi. Nei Governi precedenti siamo intervenuti in modo innovativo, seguendo una linea efficace e coerente. Oggi, invece, alla proposta di lavorare su un testo condiviso si è preferito adottare come testo base quello governativo che presenta un ambito ridotto e circoscritto rispetto agli altri testi presentati. Le modifiche riguardano solo la fase delle indagini, mentre nella scorsa legislatura avevamo attuato interventi volti ad accelerare e a ridurre i tempi anche nella fase successiva, con l’introduzione, ad esempio, di criteri di priorità dei processi per reati di violenza di genere. Concentrare l’attenzione sulla vittima come risorsa investigativa rischia di far gravare eccessivamente il peso proprio su chi ha già subito violenza, con evidenti rischi di vittimizzazione secondaria. Bisognerebbe utilizzare strumenti investigativi più incisivi e diversi dalla semplice audizione della vittima, come riscontri e accertamenti immediati e altre attività investigative come l’utilizzo delle intercettazioni anche per reati spia. Molti altri sono i temi che meritano attenzione: modifica della disciplina in materia misure cautelari per assicurare maggiori tutele alle vittime; possibilità di subordinare il patteggiamento al previo risarcimento del danno; estensione dell’ambito di applicazione del monitoraggio con braccialetto elettronico. Per lo stalking, inoltre, è già prevista una pena da 6 mesi a 5 anni, aumentata se il fatto è commesso dal coniuge o da persona legata da relazione affettiva e aumentata della metà se a danno di minori, disciplina che già consente di chiedere la misura della custodia cautelare in carcere. Quindi meno slogan , più attenzione e modifiche sistematiche, con interventi più efficaci soprattutto in fase di prevenzione. Il contrasto alla violenza sulle donne ha bisogno di un'azione condivisa e di risorse, altro aspetto trascurato perchè si tratta di un provvedimento ad invarianza finanziaria.”

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