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Violenza Donne, non solo norme più severe, evitare messaggi contrastanti e predicare odio


Il ministro Bonafede annuncia norme più severe per lo stalking e la violenza contro le donne, bene, ma non è con pene più severe che si ferma la cultura dell’odio. Abbiamo bisogno che il tema del rispetto della donna e delle pari opportunità torni al top dell’agenda di governo. Servono risorse in prevenzione, più finanziamenti e più centri anti violenza per le donne e i bambini e un rafforzamento della rete tutta: sociale, assistenziale e di sicurezza. Ma fermare la cultura dell’odio significa anche investire in educazione e dire un no forte e chiaro ad un convegno come quello di Verona che invece di associare la parola Amore a Famiglia si fa carico di un portato di odio raccapricciante. Non può esserci lo Stato Italiano accanto a chi ha paragonato gli omosessuali a satanismi o invocato la pena di morte nel proprio paese o propone un modello femminile di in epoca in cui le donne erano senza diritti. Assistiamo ad una involuzione veloce e pericolosa sul tema dei diritti, specie delle donne e in particolare delle giovanissime . Dal governo arrivano messaggi contrastanti e spesso sciovinisti, le donne stanno sparendo dai luoghi decisionali e con esse politiche più attente ai bisogni della famiglia e della società . Quando ogni giorno si predica Odio , si finisce per raccogliere violenza e i primi a farne le spese sono donne e bambini .Non abbiamo bisogno solo di pene più severe, serve una rivoluzione culturale.

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